SVILUPPO EMOTIVO (psicologia)
Le emozioni possono essere definite come stati complessi dell'organismo caratterizzati da fattori psicologici e fisiologici: la paura, per esempio, è uno stato mentale accompagnato da modificazioni fisiche quali un maggior afflusso di sangue ai muscoli scheletrici, l'aumento della produzione alcuni ormoni e l'aumento del battito cardiaco.
Secondo l'evoluzione Darwiniano, la funzione delle emozioni è quella di produrre una risposta rapida ed efficace anche a fronte di una situazione di emergenza, per salvaguardare la sopravvivenza individuale.
Nei processi di valutazione entrano in gioco le emozioni: tenderò a considerare un oggetto o un evento bellino brutto a secondare fatto che mi piaccia o meno, che si colleghi a esperienze emotivamente positive o negative. Fin dalla nascita bambino sembra predisposto alla relazione con altri esseri umani alla comunicazione di emozioni come la rabbia, la gioia, la tristezza, la paura e il disgusto. Lo scambio conta madre è di importanza basilare per lo sviluppo emotivo del bambino: la madre fa da specchio per le emozioni del bambino.
Si può definire il sé come la totalità delle componenti psichiche individuali che permettono di fare proprie le esperienze esterne, riuscendo a distinguere ciò che appartiene a se stessi ciò che appartiene alla realtà esterna. Katherine Bridges esponente della teoria della differenziazione, sostiene che i bambini al momento della nascita, provano una sorta di generica eccitazione.
Secondo invece il bambino è fin dalla nascita in grado di provare interesse, gioia, disgusto e dispiacere.
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